La Sacra di San Michele

Sacra di San MicheleTante volte avevo sentito parlare di questo luogo così affascinante, ma mai finora ero riuscita a visitarlo.

La Sacra di San Michele Arcangelo fa parte dei siti che determinano la famosa «Linea di Michele», anzi, ne è il punto centrale. Il punto più a nord è in Irlanda, a Skellig Michael, dove, su un isolotto, c’è un antico e difficilmente accessibile monastero di origine cristiana.

Il secondo sito è in Regno Unito, in Cornovaglia e si chiama St. Michael’s Mount; il terzo è Mont Saint-Michel (Francia), con il suo fascino misterioso e meraviglioso, un’isola che non è un’isola.

Dopo la Sacra di San Michele di Torino, c’è Monte Sant’Angelo (Puglia, ancora in Italia), il monastero di Panormitis (isola di Symi, Grecia) e il monastero di Stella Maris (Monte Carmelo, Israele).

Sono arrivata alla Sacra di San Michele Arcangelo con molta aspettativa; negli ultimi anni ho sentito molto forte il legame con gli Arcangeli e Michele è certamente uno tra i più importanti.

Non ero sola, avevo accanto due cari amici e compagni di viaggio!

Ho iniziato con la «scelta»: salire a piedi i tantissimi scalini o prendere l’ascensore per anziani e disabili. Lo so, dalla mia solo chili in eccesso ed età non più verde… Però ammetto di aver tentennato.

Alla fine, ho scelto di salire a piedi, un po’ perché non volevo cedere all’età, un po’ perché, vista la base religiosa che ho, ho ritenuto espiatorio faticare e salire i 243 scalini…

Mi sono santificata e in rigoroso silenzio ho iniziato la scalata; solo brevi pause qua e là per riprendere fiato e lucidità.

Ma sempre con molta aspettativa…

Talmente tanta la fatica e la stanchezza, che abbiamo superato senza accorgercene lo Scalone dei Morti (chissà perché questo nome…) e il Portale dello Zodiaco; potrei dire che tornerò un’altra volta per osservarli meglio ma forse direi una bugia…

Finalmente, siamo arrivati in cima! Ho preso fiato per l’ultima volta e sono entrata…

E lì la botta.

Ci saranno stati almeno 200 ragazzi in gita… l’atmosfera era surreale.

Molto brusio, il prete sull’altare che ha iniziato la predica della Messa, persone che si stavano confessando qui e là con sacerdoti poggiati su sedie sparse.

Io persa.

Frastornata.

Delusa.

Dentro di me ho pensato: “sarò atea” perché non avrei voluto trovarmi in quella confusione.

Ho guardato la statua dell’Arcangelo accanto all’altare e non mi è piaciuta. Non mi è piaciuta l’immagine.

Mi sono avvicinata e non mi è piaciuto l’aspetto che ho visto duro e spietato.

Così ho incominciato a girovagare, sempre in mezzo al chiasso e, soprattutto, sempre infastidita da tutto ciò che avevo intorno.

– Non ti curare della confusione, senti l’Energia.

All’improvviso questa Voce nella mia testa.

Mi sono fermata e poi sono andata a sedermi in un angolo e l’ho sentita.

Le lacrime hanno cominciato a scendere lungo le mie guance.

Non riesco a descrivere la bellezza e l’immensità dell’Amore che ho percepito e, per la prima volta, ho sentito la dolcezza di Michele. E, per la prima volta, l’ho riconosciuto perché era esattamente quello che, dentro di me, sapevo essere.

E mi sono sentita a Casa.

 

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